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Nel 2030 la città mi accompagna

22 maggio 2025

Voci, percorsi e trasformazioni di una città che ha scelto di accompagnare chi la vive: Milano punta al 2030 con uno sguardo nuovo su salute e qualità della vita.

Milano non è solo una città da attraversare con tacchi a spillo e valigette contenenti bilanci aziendali. È una città che accompagna. Lo raccontano le voci che si incrociano al Parco Sempione al mattino, nei percorsi verdi del Monte Stella la domenica, sulle piste ciclabili che attraversano i quartieri da nord a sud e tra gli allenamenti nello spazio fitness di Technogym del Parco Indro Montanelli. È il racconto di chi si muove a piedi o in bicicletta, non per scelta eroica, ma perché oggi farlo è diventato quasi naturale.

Gianni, 72 anni, cammina ogni giorno con il suo gruppo al Parco Nord:

«Abbiamo iniziato in quattro, ora siamo venti. Camminare ci ha fatto bene alla salute, ma anche all’umore. E la città ci ha dato il posto giusto per farlo»

Lina, 38 anni, va al lavoro in bici lungo la rete Cambio: «In 25 minuti arrivo in ufficio. Prima era stress, adesso è libertà». E ancora: Mattia, 18 anni, gioca a basket nei nuovi campi aperti in piazza, tra palazzi e alberi: «Non è solo sport. È il posto dove ci vediamo, dove stiamo bene». Chiara, 35 anni, si allena tre volte a settimana nella nuova palestra del Parco Indro Montanelli:

«Vengo qui prima di andare al lavoro. È il mio modo per iniziare la giornata con energia, ma anche per stare in mezzo al verde. Prima frequentavo centri fitness al chiuso, ora preferisco questo ambiente aperto, che mi fa sentire più libera».

Storie diverse, età diverse, angoli diversi. Ma un filo comune le unisce: la possibilità di vivere Milano in modo attivo. In questa città che cambia, il benessere non è un lusso riservato a pochi, ma un’opportunità concreta per chiunque.

Negli ultimi dieci anni, infatti, il capoluogo lombardo ha riscritto (e sta riscrivendo) il proprio spazio urbano come un ecosistema del benessere. La rete ciclabile Cambio, con i suoi 750 km — molti già attivi — ha ridisegnato i percorsi quotidiani. Le Piazze Aperte, 52 interventi dal 2018 a oggi, hanno restituito spazio e senso di appartenenza ai quartieri. I grandi parchi cittadini — dal Montanelli all’Idroscalo — sono diventati veri e propri hub di salute accessibile, con corsi, eventi, percorsi di cammino e attività gratuite.

È anche per questo che Milano è la prima città al mondo (secondo la rivista Nature) per tempo medio necessario a raggiungere un servizio essenziale a piedi: 6,4 minuti. Non è solo un primato urbanistico, è un cambio culturale. Ce lo racconta pure Ilaria. Lei abita a Porta Venezia e lavora in un coworking poco distante:

«Nel mio quartiere posso fare tutto a piedi: la spesa, una visita medica, una passeggiata con mia madre. In dieci minuti sono ovunque. Non è solo comodità, è una forma di libertà che qualche anno fa sembrava impossibile».

Ma non basta cambiare le strade e le piazze . Serve cambiare anche le abitudini, le priorità, la mentalità. Perché una città sana è fatta da persone che scelgono — e possono permettersi — di vivere in modo sano.

I numeri, infatti, ricordano che la trasformazione è ancora in corso. Quasi quattro milanesi su dieci convivono con malattie croniche, che assorbono il 70% della spesa sanitaria. In Lombardia, le persone che praticano sport in modo continuativo sono cresciute del 6,6% in vent’anni, ma una persona su tre resta inattiva. A livello globale, oltre l’80% degli adolescenti e il 25% degli adulti non è abbastanza attivo, aumentando il rischio di morte prematura del 20–30%.

Questi dati ci ricordano che il percorso è iniziato, ma non è ancora completo. C’è ancora molto da fare, soprattutto per rendere il benessere una possibilità accessibile a tutti, ogni giorno. Il progetto Milano Wellness City 2030 nasce da una consapevolezza semplice ma rivoluzionaria: la salute non si costruisce solo nei luoghi di cura, ma anche nei gesti quotidiani come camminare, pedalare, incontrarsi, mangiare sano. E questi gesti accadono all’interno di una cornice urbana che li rende possibili. Una pista ciclabile sicura, un parco accessibile, una palestra all’aperto, non sono dettagli del paesaggio cittadino: sono strumenti concreti per dare la possibilità alle persone di vivere meglio la città.

Verso il 2030, Milano è una città che accompagna. Non solo perché ci permette di muoverci meglio, ma perché ci spinge a raggiungere stili di vita migliori.

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