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Allenare l’immunità: la città che cura prima della malattia

30 maggio 2025

Dal ruolo della prevenzione alla connessione tra stile di vita, salute mentale e immunità: l’immunologo Alberto Mantovani racconta la visione di Milano come città del benessere integrato.

Cos’è la salute, oggi? Non più – o non solo – l’assenza di malattia, ma un equilibrio complesso e dinamico, frutto di comportamenti, contesti, relazioni. Lo ricorda il progetto Milano Wellness City 2030, che punta a trasformare la città in un laboratorio di prevenzione e qualità della vita, attraverso l’integrazione di politiche sanitarie, urbanistiche, educative e culturali. In questo scenario, una parola torna con forza: prevenzione.

Ed è proprio da qui che parte il dialogo con Alberto Mantovani, uno degli immunologi più autorevoli a livello internazionale. Il suo lavoro ha cambiato il modo in cui comprendiamo il sistema immunitario, svelando il legame profondo tra infiammazione cronica e cancro, e introducendo concetti pionieristici come quello dei recettori “decoy”. Ma Mantovani è anche uno scienziato che crede nel valore della divulgazione, nella necessità di portare la scienza fuori dai laboratori e dentro le città.

«La prevenzione costituisce un pilastro fondamentale per la salute degli individui e della comunità e per la sostenibilità stessa del Servizio Sanitario Nazionale»

Alberto Mantovani

Immunologo

Una visione che risuona con l’approccio della Lifestyle Medicine, uno dei pilastri fondativi di Milano Wellness City. Una medicina della quotidianità, che interviene prima dell’ospedale: nei parchi, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Una medicina che agisce sulle cause profonde delle malattie croniche – fumo, sedentarietà, cattiva alimentazione – e che secondo Mantovani ha un impatto diretto anche sul sistema immunitario.

«Molti degli aspetti che hanno a che fare con ambiente e stile di vita e che hanno un impatto sulla sopravvivenza e qualità della vita impattano sul sistema immunitario. Questo vale per il nanoparticolato a livello ambientale, per il fumo, il sovrappeso e la mancanza di esercizio fisico. Ancora, il beneficio associato al consumo di frutta e verdura fresca si ritiene sia in parte legato a effetti sul sistema immunitario. Infine, non possiamo dimenticare come i vaccini costituiscano una forma di allenamento del nostro sistema immunitario». 

L’immunità, dunque, si allena. Come un muscolo, come un’abitudine. Anche attraverso l’attività fisica, che oggi sappiamo avere effetti positivi non solo sul corpo, ma anche sull’efficacia delle terapie oncologiche. «Si stanno sempre più accumulando evidenze che l’esercizio fisico costituisce un buon allenamento per il sistema immunitario. I dati suggeriscono che è una componente importante nella prevenzione del rischio di cancro. Inoltre, l’esercizio fisico programmato può coadiuvare gli approcci terapeutici», aggiunge Mantovani.

Ma il sistema immunitario non vive isolato. È in dialogo costante con il sistema nervoso, con le emozioni, con la psiche. Per questo il benessere psicologico non è un optional, ma una leva concreta di prevenzione.

«Sistema nervoso e sistema immunitario costituiscono i due “massimi sistemi” nel nostro organismo. Sappiamo che fra loro c’è un dialogo stretto, anche se non conosciamo fino in fondo i meccanismi. Uno dei modi con cui il corpo risponde allo stress è la produzione di regolatori negativi dell’immunità, come il cortisone».

Alberto Mantovani

Immunologo

Una ricerca finlandese, ad esempio, riconosce che su persone con tumore al seno, 30 minuti di esercizio aumentano la percentuale nel sangue di cellule NK e CD8+, riducendo i linfociti soppressori (MDSC), tipici proprio dei tumori.

In questo scenario di nuova centralità del movimento fisico come forma di prevenzione, Milano diventa un banco di prova ideale. Una città che, come ricorda Mantovani, negli ultimi anni ha saputo innovare anche nel campo della salute pubblica, ad esempio con la Milan Food Policy, premiata a livello internazionale e sostenuta da Fondazione Cariplo.

«Milano è migliorata in modo straordinario e rappresenta all’estero un punto di riferimento per qualità e attrattività. Tuttavia, girando al di fuori del centro, è evidente la sfida rappresentata dalla disuguaglianza, visibile negli alti tassi di sovrappeso nei bambini. Questo ci ricorda quanto sia urgente lavorare sulla prevenzione in modo capillare». La prevenzione, per Mantovani, è una responsabilità che va condivisa. Non solo tra professionisti, ma tra cittadini, istituzioni, scuole, imprese. Una “immunità sociale”, che richiama alla cura reciproca e alla giustizia sanitaria.

«La costruzione di una cultura della prevenzione deve svilupparsi a più livelli: a livello di policy cittadina, regionale e nazionale, ma anche all’interno della società civile. Penso in particolare alla necessità politica e morale di raggiungere le aree più svantaggiate, presenti anche nella nostra città».

Alberto Mantovani

Immunologo

E guardando al futuro, il 2030 è l’orizzonte, ma il 2026 è il catalizzatore: le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina saranno il momento per dimostrare che salute, sport, educazione e innovazione possono essere parte dello stesso ecosistema urbano. «Chi fa ricerca scientifica ha il dovere di condividere nel modo più chiaro le evidenze disponibili e le domande aperte. Comunicare, ad esempio, l’importanza dello stile di vita, del controllo del peso, dell’attività fisica per la salute in generale, e per il buon funzionamento del sistema immunitario».

Allenare l’immunità, costruire cultura, rendere la prevenzione accessibile e quotidiana. Milano Wellness City, in questo, non è solo un progetto: è una visione del futuro che ha già cominciato a realizzarsi.

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