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2030 la medicina che cammina con me

26 maggio 2025

Un nuovo paradigma di cura tra esercizio fisico, comunità e prevenzione territoriale.

Nel 2030 la medicina non inizia più da una ricetta, ma da una passeggiata. Non è un’utopia, ma un cambio di paradigma che in Lombardia ha già preso forma. Una paziente cronica – con una storia di diabete e ipertensione – entra nello studio del suo medico di base non per uscire con una prescrizione farmacologica, ma con un piano: tre camminate a settimana, un incontro con un nutrizionista, due sessioni settimanali di esercizio in una palestra della salute come accade già oggi in  Emilia Romagna. Una rete di prevenzione personalizzata, capace di affiancare alla cura farmacologica un vero e proprio progetto di cambiamento comportamentale.

È questa la visione che guida lo sviluppo di un sistema sanitario più lento, più capillare, ma anche più trasformativo. Dove il benessere non è solo un obiettivo clinico, ma un percorso quotidiano. E dove l’esercizio fisico smette di essere un consiglio generico per diventare un farmaco vero e proprio: da prescrivere, dosare e adattare. È la piena realizzazione di Exercise is Medicine, l’iniziativa promossa dall’American College of Sports Medicine e adottata in Italia da EIM Italy, che sostiene l’inserimento dell’esercizio strutturato nel percorso terapeutico.

«Exercise is medicine», ripetono da anni nei Paesi anglosassoni. Un principio che in Italia sta diventando prassi grazie alle Palestre della Salute, previste dalla Legge Regionale 36 del 28 febbraio 2021. Non si tratta di costruire nuove strutture, ma di riqualificare spazi esistenti (pubblici o privati), attivandoli con criteri specifici e la supervisione di un chinesiologo AMPA.

«Il principale requisito sarà la presenza di un chinesiologo AMPA, specializzato in attività motoria preventiva e adattata. Si potranno utilizzare anche palestre già attive, che in determinati orari, con la supervisione di professionisti qualificati, offriranno esercizio fisico strutturato e prescritto dal medico».

Fabio Esposito

Docente dell’Università di Milano

Il percorso terapeutico parte da una vera prescrizione medica. «Spetta al medico di base o al pediatra nei casi meno gravi, oppure allo specialista – come cardiologo, fisiatra o medico dello sport – in presenza di patologie complesse», continua Esposito. A queste indicazioni segue la progettazione da parte del chinesiologo AMPA e quindi la somministrazione, che può essere svolta anche nelle palestre o piscine autorizzate legatumori.mi.it.

I numeri che spiegano l’urgenza

Il bisogno di ripensare la prevenzione è supportato dai dati: a Milano le malattie croniche più diffuse sono le cardiovascolari (46 %), seguite da tumori (14 %), malattie respiratorie (10,8 %) e diabete (9,7 %). Nel 2022, oltre 110.000 ricoveri (111.804) hanno interessato circa il 7,9 % della popolazione residente.

46%

Malattie cardiovascolari

14%

Tumori

11%

Malattie respiratorie (~)

10%

Diabete (~)

Le malattie croniche non trasmissibili – come diabete, malattie cardiovascolari e tumori – rappresentano oggi le principali cause di mortalità, invalidità e morbosità nel mondo. Il diabete colpisce milioni di persone: il tipo 2 rappresenta circa il 90% dei casi, spesso legato a familiarità (presente nel 40% dei casi con parenti di primo grado) e fattori di rischio come sedentarietà, sovrappeso e appartenenza a specifiche etnie. Nei gemelli monozigoti, la concordanza del diabete di tipo 2 si avvicina al 100%, indicando una forte componente ereditaria. Le malattie cardiovascolari, che comprendono infarti, ictus e angina, sono responsabili di un altissimo numero di decessi e sono in gran parte prevenibili: accanto a fattori non modificabili come età e sesso, pesano comportamenti come fumo, alcol e alimentazione scorretta, spesso correlati anche a diabete, obesità e ipertensione. Le mappe dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riportano l’incidenza altissima dei decessi per tutte e tre queste patologie, sottolineando l’urgenza di strategie di prevenzione fondate sulla promozione di stili di vita sani e sull’educazione alla salute.

Eppure, i numeri del presente dimostrano quanto ci sia ancora da fare per promuovere la salute attraverso il movimento e la prevenzione. A Milano, quasi 4 cittadini su 10 soffrono di una o più malattie croniche, responsabili del 70% della spesa sanitaria, in costante crescita. Nonostante i progressi registrati in Lombardia – dove le persone che praticano sport in modo continuativo sono passate dal 22,6% nel 2001 al 29,2% nel 2022, con un incremento del 6,6% – l’inattività resta un problema diffuso. Le persone inattive nella regione sono diminuite dal 33,0% al 26,4% nello stesso periodo, un dato che colloca la Lombardia al quarto posto tra le regioni più virtuose e ben al di sotto della media nazionale (37,2%). Tuttavia, a livello globale, un adulto su tre e oltre l’80% degli adolescenti non sono abbastanza attivi fisicamente. E l’inattività ha un costo alto: chi è insufficientemente attivo presenta un rischio di morte superiore del 20-30% rispetto a chi svolge un’attività fisica adeguata.

L’esercizio come farmaco

Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano in maniera inequivocabile che l’esercizio fisico e uno stile di vita attivo contribuiscono a prevenire molte patologie croniche e si dimostrano di rilevante supporto alle terapie tradizionali nel trattamento di cancro, diabete e patologie cardiovascolari.

A titolo di esempio, l’efficacia dell’esercizio fisico nel contrastare patologie cardiometaboliche – come ipertensione, diabete di tipo 2, obesità e dislipidemie – è ampiamente dimostrata da numerosi studi internazionali, tra cui quelli pubblicati su The Lancet Public Health e JAMA (Journal of the American Medical Association), che evidenziano come programmi di attività fisica regolare possano ridurre del 20–30% il rischio di mortalità precoce, migliorare i livelli di glicemia e colesterolo, rallentare la progressione di malattie croniche e incidere positivamente su umore, sonno e dolore cronico.

Tuttavia, come ogni terapia, l’esercizio fisico richiede consapevolezza, personalizzazione e controllo. «Come ogni farmaco, anche l’esercizio va prescritto e dosato con competenza», avverte Fabio Esposito. Il rischio di improvvisare o seguire piani non adeguati può infatti portare a conseguenze opposte a quelle desiderate:

«Un’attività non adeguata può danneggiare gravemente, aggravando condizioni come la lombosciatalgia, o esacerbando problemi articolari, posturali o cardiovascolari latenti».

Fabio Esposito

Docente dell’Università di Milano

Per questo motivo, il lavoro integrato tra medico prescrittore e chinesiologo AMPA è fondamentale: consente di trasformare un’indicazione generica – “faccia un po’ di movimento” – in un percorso strutturato, progressivo e sicuro, calibrato su parametri clinici, funzionali e motivazionali della persona. In questo senso, le Palestre della Salute rappresentano non un’alternativa allo sport, ma un presidio clinico della salute pubblica, dove il movimento diventa parte integrante della cura e della prevenzione.

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